martedì 3 settembre 2013

Sesquipedale: la parola di settembre 2013

Nono appuntamento con Una parola al mese. A gennaio ci siamo presi cura della parola panegirico, a febbraio di algido, a marzo di barbaglio, ad aprile di infingardo, a maggio di parapiglia, a giugno di albagia, a luglio di alterco, ad agosto di imperocché… questo mese la parola è sesquipedale!

La parola è stata scelta dal vincitore del concorso di racconti di 200 caratteri con la parola imperocché, Marco Lazzara ha scelto questa parola con la seguente motivazione:


è una parola dall'etimologia curiosa, deriva direttamente dal latino e letteralmente vuol dire della lunghezza di un piede e mezzo.

Etimologia della parola
La parola sesquipedale deriva dal latino, da sesqui, una volta e mezzo, e pedalem, da pedempiede.

Da qui deriva significato di di un piede e mezzo, smisurato.  
La parola ha origine nel XVI secolo.

Definizione
Di parola lunga un piede e mezzo, cioè ampollosa e altisonante.
Spesso il termine viene usato in senso figurato.
Un discorso sesquipedale è eccessivamente lungo e verboso.
Un errore sesquipedale è grossolano e madornale.

Pronuncia, forme, eventuali derivati
La parola sesquipedale si pronuncia con l’accento tonico sulla a [se-squi-pe-dà-le].

Si tratta di un aggettivo. Il plurale è sesquipedali.

Tra i derivati dalla parola del mese, Marco Lazzara segnala hippopotomonstrosesquipedaliofobia. Il termine significa paura delle parole mostruosamente lunghe. Spesso viene abbreviato in sesquipedaliofobia.


Frasi d’autore
Nell'incipit di L'Italia non esiste di Fabrizio Rondolino si trova la parola del mese.
Tanto per cominciare, l'Italia non esiste. È un'espressione geografica, uno stivale che s'allunga pigro nel Mediterraneo, una graziosa penisola purtroppo in gran parte rovinata dagli italiani. L'idea di farne uno Stato, una Nazione con la maiuscola, come se fossimo la Spagna o l'Inghilterra, è una sciocchezza sesquipedale, che perdoniamo al conte di Cavour soltanto perché, maturato nella lingua e nella cultura d'Oltralpe, pensava in buona fede di vivere in Francia.
Fabrizio Rondolino in L'Italia non esiste

Confesso che è difficile trovare citazioni, ma Marco nella sua mail con la parola del mese mi ha dato un grande aiuto… queste sono le citazioni che ha trovato lui.

Uno di questi Re è stato M. Gio. Francesco Lione, il quale si trova (come sapete) un naso sesquipedale.
Benedetto Varchi in Lezioni lette nell'Accademia Fiorentina

In effetti, con questo strumento qui (e in ciò metteva in mostra il suo manico sesquipedale) essi le incrunano con tale audacia e fierezza da fugare ogni loro timore di epidemia del sesso femminino.
François Rabelais in Gargantua e Pantagruel

Poi c'era Lollo detto Aristotele, una macchina tritamaterie, un secchione sesquipedale, uno che prima di essere interrogato si faceva il segno della croce e veniva a scuola con ventotto di febbre e i bubboni.
Stefano Benni in Saltatempo

È spaventoso. È fenomenale. È sesquipedale. Una volta si diceva di una nullità:

«Non vale un cavolo». Oggi i cavoli hanno l'onore della cronaca.

Bisogna far loro tanto di cappello.
Achille Campanile in Il diario di Gino Cornabò 

Ringrazio Marco per l'aiuto e aspetto altre citazioni da voi, se ne avete.

Qualche esempio
Ora inserisco qualche breve frase scritta da me con la parola sesquipedale.

  • Alla sua penna rossa non sfuggivano gli errori, né quelli piccoli né quelli sesquipedali.
  • Il politico si lancio in un discorso sesquipedale e il pubblico era visibilmente annoiato.
  • Precipitevolissimevolmente è una parola sesquipedale.


Un racconto di 200 caratteri
E ora un mio racconto in meno di 200 caratteri con la parola sesquipedale.

Giustificazione
Il giornalista andò contrito dal suo caporedattore, senza l'articolo del consiglio comunale: «Sì, mi sono addormentato, è vero, ma le assicuro che hanno fatto discorsi sesquipedali e noiosissimi».

Io ne so qualcosa degli articoli sui consigli comunali… a volte restare svegli è un'impresa!

I sinonimi non esistono
I sinonimi di sesquipedale potrebbero essere: ampolloso, altisonante
Se però si sceglie di usare sesquipedale di certo non lo si fa per evitare una ripetizione! È una parola molto particolare, può essere usata per creare ironia oppure per sorprendere, ma non la si usa mai per caso, a mio avviso.

Scopo dell’iniziativa
Ripeto anche questa volta lo scopo dell’iniziativa (se siete stanchi di sentirmelo ripetere saltate il paragrafo, io spero sempre ci siano nuovi lettori).

Io mi impegno a usare questa parola in almeno un post durante il mese.
In tali post evidenzierò in modo evidente la parola sesquipedale, inserirò questa immagine e questa dicitura (con il link a questo post):


Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di settembre 2013 è sesquipedale (al link maggiori informazioni).






 Chi vuole partecipare all’iniziativa deve segnalarmi in un commento il post (o i post) in cui ha utilizzato la parola (sono validi tutti i post fino al 30/09/2013 compreso). Volendo potete anche inserire l’immagine di questo post e il link, ma non è indispensabile: l’importante è che la parola rimbalzi di blog in blog il più possibile. Maggiori informazioni le trovate nel post che introduce la rubrica Una parola al mese.

Nella barra laterale del blog, per il mese di settembre, ho già inserito la nuova immagine per accedere direttamente a questo post, così che possiate trovarlo con facilità.

Il concorso
Continua anche questo mese l’iniziativa del concorso per racconti di massimo 200 caratteri contenenti la parola sesquipedale. I partecipanti sono sempre pochi, ma quantomeno sono produttivi! Aprirò il post dedicato al concorso domani e avrete tempo fino al 22 settembre. Il racconto deve essere lasciato come utente anonimo e non firmato, così non mi accuserete di fare preferenze. Poi il 23 decreterò il vincitore che potrà scegliere la parola di ottobre o tra un mio elenco di dieci parole o proponendone lui direttamente purché rispettino le poche regole spiegate nel post introduttivo. A quel punto ognuno potrà dire quale era il suo racconto, così aggiungerò i vostri nomi nel post.

Spero che questo post non vi sia parso sesquipedale e siate arrivati in fondo. E spero anche che parteciperete all'iniziativa.

E ora un ringraziamento a chi ha partecipato per salvare imperocché  

Nel post dedicato a imperocché trovate tutti le citazioni tratte da questi post delle frasi con alterco e il racconto, quindi vi consiglio di farci un salto!
Io ho scritto solo un post, Cleuasmo (20/08/2013).
Il concorso per i racconti è stato poco seguito purtroppo (i primi tre racconti sono stati segnalati).

Grazie a tutti i partecipanti, come sempre, per il supporto.


Elenco sempre aggiornato dei post partecipanti all’iniziativa

  • I racconti di Marco Lazzara nei commenti di questo post:
In Manicomio
- State commettendo un errore sesquipedale! Non potete mandarmi via di qui! Io sono pazzo! Credo di essere Napoleone! -- Maestà, ve l'abbiamo già detto mille volte: VOI SIETE Napoleone Bonaparte. -

Hippopotomonstrosesquipedaliofobia
«Precipitevolissevolmente ho spruzzato particolareggiatissimamente sulle mie pianticelle del diclorodifeniltricloroetano e...»«Ma vuoi finirla, razza di maniaco?! Non sopporto le parole sesquipedali

Troppi supereroi«Fermi tutti! Questa è una rapina!»Una parete della banca esplose.«Siamo i Fantastici 4!»«E noi i Vendicatori!»«E noi gli X-Men!»La folla di supereroi rimase a guardarsi confusa. Chi doveva intervenire? I rapinatori intanto si guardavano in giro preoccupati.Il regista saltò in piedi e urlò furibondo: «Brutti idioti! Non è una rapina vera! Stiamo girando un film!»Che errore sesquipedale.


[...] Abbiamo visto alcuni esempi di problemi tipici che rendono le frasi contorte e vi ho detto che il problema non è necessariamente la lunghezza delle frase. Si possono scrivere frasi sesquipedali ma perfette dal punto di vista sintattico. Oggi voglio dunque parlarvi di un problema opposto: le frasi troppo brevi e lapidarie. [...]


[...] Quel nome sbagliato fu proprio un errore sesquipedale. [...] Una cena sesquipedale mi aspettava, sia per l'attesa tra le varie portate, sia per il suo solito raccontare le vicende dell'anno in cui nacqui io. [...] Il giorno dopo m'accusarono d'essere sempre troppo sesquipedale


Hanno parlato di questo articolo: 



24 commenti:

  1. Giuro che questa non l'avevo mai sentita!

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    1. Lo giuro anch'io!
      Sto imparando molto grazie a questa rubrica.

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  2. Ovviamente non poteva mancare il mio lilliracconto, dal titolo: "In Manicomio"

    - State commettendo un errore sesquipedale! Non potete mandarmi via di qui! Io sono pazzo! Credo di essere Napoleone! -
    - Maestà, ve l'abbiamo già detto mille volte: VOI SIETE Napoleone Bonaparte. -

    Marco Lazzara

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    1. Ahahah! Bellissimo, troppo forte! Grazie, come sempre, per la partecipazione e, questa volta, anche per la parola.

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    2. Davvero simpatico, mi ha fatto ridere :D

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    3. Merci!

      M.L.

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  3. Parola lunghissima sul serio! Dovrò impegnarmi... Ma in un momento senza mal di testa. :D
    Cercherò di non deluderti! ;)

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    1. Mi dispiace per il mal di testa... spero ti passi presto!
      Di certo non mi deluderai.

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    2. Sempre più in ritardo... Ma arriva! http://maria-todesco-marytod.blogspot.it/2013/09/racconti-sesquipedali.html

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    3. Pensa che io ho già preparato il post del 3 ottobre in cui mi rattristo per la totale assenza di post... ora vado a correggerlo molto volentieri! Grazie mille.

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  4. Bella parola... una vera sfida.

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    1. Le sfide sono stimolanti solo quando sono vere, non trovi?

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  5. L'avevo già sentita, ma mentirei se dicessi di ricordarmi dove o perché! Comunque, è davvero simpatica e particolare, una bella scelta :)

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    1. Grazie. Se t'intendi di floricoltura o di botanica magari è lì che l'hai sentita: in tassonomia, le sesquipedalis sono appunto quelle piante alte un piede e mezzo. Per esempio l'angraecum sesquipedale (orchidea cometa o orchidea di Darwin).

      Marco Lazzara

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    2. @Camilla: Ottima scelta, sono d'accordo!

      @Marco: Sei un pozzo di scienza, ti intendi anche di botanica!

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  6. Romina, che sciocco che sono! Mi ero dimenticato (e non so come sia stato possibile) di un pazzesco derivato di questa parola, ovvero la "hippopotomonstrosesquipedaliofobia", che è la paura delle parole mostruosamente lunghe (che ironia, eh?). Dato che poi il termine è così lungo, in genere viene abbreviato in "sesquipedaliofobia".

    In onore di ciò, eccoti un ulteriore miniracconto, dal titolo "HIPPOPOTOMONSTROSESQUIPEDALIOFOBIA".


    «Precipitevolissevolmente ho spruzzato particolareggiatissimamente sulle mie pianticelle del diclorodifeniltricloroetano e...»
    «Ma vuoi finirla,razza di maniaco?! Non sopporto le parole sesquipedali!»

    Marco Lazzara

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    1. Sto pensando alle persone affette da questa fobia: come possono chiedere aiuto per il loro problema? Mentre cercano di dire cosa le affligge sprofonderanno nel terrore!

      Aggiungo il derivato e il racconto al post. Grazie mille.

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    2. Credo (ma qui uno psicologa come Maria Todesco può anche smentirmi) che il soggetto, più che scivolare in una condizione di terrore (come potrebbe succedere a causa dell'acrofobia o della coulrofobia), si trovi piuttosto in una sensazione di profondo disagio, ritenendosi culturalmente inferiore rispetto agli altri e quindi in una condizione svantaggiata, rendendogli in questo modo difficoltosi i rapporti interpersonali.

      M.L.

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    3. In realtà ogni fobia ha vari gradi. Una fobia in ogni caso è una "paura" non un semplice "disagio", ma aspettiamo il parere di Maria!

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    4. Quando mi dissero che esisteva questa paura, per qualche tempo ho pensato "mi stanno prendendo in giro. Oppure prendono in giro chi ne ha paura, perché è troppo lunga e assurda". E invece c'è. :D
      Comunque. La fobia è una paura folle, esagerata ed incontrollata. Decisamente non un disagio. Viene chiamata fobia proprio qualcosa che genera terrore, il quale provoca poi ostacoli al funzionamento normale della persona. Una fobia può venire generalizzata, bla bla, ma al momento non importa. :D
      Purtroppo non conosco nel dettaglio questa fobia, né qualcuno che ne sia affetto (buon per lui, ahahah!), per cui non saprei dire come reagiscano queste persone e se il termine fobia sia esatto o "abusato" in questo contesto.

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    5. P.S. Sì, logicamente ce ne sono diversi gradi, io parlo della fobia patologica. Poi ognuno ha le sue fobie "controllate", ma fobia è sempre intesa come paura.

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    6. Il tuo discorso mi rassicura: non ho detto stupidaggini (le fobie, intese come "paure incontrollate e che hanno ripercussioni sulla vita della persona", le ho studiate anch'io). Grazie per la bella spiegazione.

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  7. OK, Qui l'esperta sei tu, Maria. Ma allora che mi dici della gelotofobia (la paura di essere derisi)? Me la descriveresti come una paura folle, esagerata e incontrollata? A me sembrerebbe più un disagio del soggetto, una forte ansia dovuta alla preoccupazione di sentirsi ridicoli e quindi di suscitare ilarità. Quello che hai descritto potrebbe essere definito "terrore folle". Ma suppongo che l'ansia possa anche dare il via a un'escalation che finisce in una paura cieca e irrazionale.

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    1. Secondo me, Marco, il problema è che si usano spesso i termini a sproposito. Ti faccio un esempio: la claustrofobia è il terrore incontrollato degli spazi chiusi e piccoli. Se una persona si sente a disagio in ascensore è probabile che dica di essere claustrofobica, ma in realtà non lo è. Il suo disagio è ben diverso da una vera fobia. Ritengo pertanto sia così anche per la "gelotofobia": questo termine può venire usato in maniera estesa anche per persone che temono di essere ridicole, mentre andrebbe utilizzato solo in presenza di un comportamento realmente fobico. Non so se sia effettivamente così, è solo una mia ipotesi.

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